vangelo del giorno

 Con lo spirito e la potenza di Elia

19 DICEMBRE (Lc 1,5-25)

Il Signore ha bisogno di una persona forte, audace, capace di svegliare le coscienze assonnate, sonnecchianti, pronta a far alzare dal loro torpore tutti i cani muti, che non sanno più neanche abbaiare dinanzi al lupo che viene per divorare le sue pecore. Persona forte, audace, intrepida è stato il profeta Elia. Le modalità della sua missione erano proverbiali in Israele. Erano anche il desiderio di Dio per ogni suo profeta.

Allora sorse Elia profeta, come un fuoco; la sua parola bruciava come fiaccola. Egli fece venire su di loro la carestia e con zelo li ridusse a pochi. Per la parola del Signore chiuse il cielo e così fece scendere per tre volte il fuoco. Come ti rendesti glorioso, Elia, con i tuoi prodigi! E chi può vantarsi di esserti uguale? Tu hai fatto sorgere un defunto dalla morte e dagl’inferi, per la parola dell’Altissimo; tu hai fatto precipitare re nella perdizione, e uomini gloriosi dal loro letto. Tu sul Sinai hai ascoltato parole di rimprovero, sull’Oreb sentenze di condanna. Hai unto re per la vendetta e profeti come tuoi successori. Tu sei stato assunto in un turbine di fuoco, su un carro di cavalli di fuoco; tu sei stato designato a rimproverare i tempi futuri, per placare l’ira prima che divampi, per ricondurre il cuore del padre verso il figlio e ristabilire le tribù di Giacobbe. Beati coloro che ti hanno visto e si sono addormentati nell’amore, perché è certo che anche noi vivremo. (Sir 48,1-11).

Dio può realizzare ogni suo sogno, ogni suo desiderio. Oggi lo realizza creando un secondo Elia, una seconda persona, che però non dovrà fare ciò che ha fatto Elia. La storia mai si potrà ripetere, perché ciò che è stato ieri, mai sarà oggi. Ieri era ieri. Oggi è oggi. Oggi Dio crea una persona così forte da risvegliare in Israele, suo popolo, un vero desiderio di salvezza, redenzione, conversione al suo Signore, che sta per venire.

Al tempo di Erode, re della Giudea, vi era un sacerdote di nome Zaccaria, della classe di Abia, che aveva in moglie una discendente di Aronne, di nome Elisabetta. Ambedue erano giusti davanti a Dio e osservavano irreprensibili tutte le leggi e le prescrizioni del Signore. Essi non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni. Avvenne che, mentre Zaccaria svolgeva le sue funzioni sacerdotali davanti al Signore durante il turno della sua classe, gli toccò in sorte, secondo l’usanza del servizio sacerdotale, di entrare nel tempio del Signore per fare l’offerta dell’incenso. Fuori, tutta l’assemblea del popolo stava pregando nell’ora dell’incenso. Apparve a lui un angelo del Signore, ritto alla destra dell’altare dell’incenso. Quando lo vide, Zaccaria si turbò e fu preso da timore. Ma l’angelo gli disse: «Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, e tu lo chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza, e molti si rallegreranno della sua nascita, perché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà colmato di Spirito Santo fin dal seno di sua madre e ricondurrà molti figli d’Israele al Signore loro Dio. Egli camminerà innanzi a lui con lo spirito e la potenza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto». Zaccaria disse all’angelo: «Come potrò mai conoscere questo? Io sono vecchio e mia moglie è avanti negli anni». L’angelo gli rispose: «Io sono Gabriele, che sto dinanzi a Dio e sono stato mandato a parlarti e a portarti questo lieto annuncio. Ed ecco, tu sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, che si compiranno a loro tempo». Intanto il popolo stava in attesa di Zaccaria e si meravigliava per il suo indugiare nel tempio. Quando poi uscì e non poteva parlare loro, capirono che nel tempio aveva avuto una visione. Faceva loro dei cenni e restava muto. Compiuti i giorni del suo servizio, tornò a casa. Dopo quei giorni Elisabetta, sua moglie, concepì e si tenne nascosta per cinque mesi e diceva: «Ecco che cosa ha fatto per me il Signore, nei giorni in cui si è degnato di togliere la mia vergogna fra gli uomini».

Perché nessuno dubiti che si tratti di vera sua creazione, il Signore si serve di due persone giuste e sante, una però era sterile e tutte e due avanzate negli anni, naturalmente incapaci di generare qualsiasi vita. In più nello stesso annuncio del concepimento e della nascita, il Signore rivela al padre Zaccaria che il figlio che da lui verrà alla luce sarà pieno di Spirito Santo e verrà con la forza e la potenza di Elia. Sarà un nuovo Elia, che dovrà condurre a Dio tutto il suo popolo.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, rendeteci forti nella fede.