vangelo del giorno

Chi è costui che perdona anche i peccati?

19 SETTEMBRE (Lc 7,36-50)

Nell’Antica Scrittura il perdono dei peccati richiedeva un cerimoniale lungo, molto lungo, pesante, molto pesante. Questa pesantezza è tutta descritta nel Levitico.

Se chi ha peccato è il sacerdote consacrato e così ha reso colpevole il popolo, presenterà in onore del Signore, per il peccato da lui commesso, un giovenco senza difetto, come sacrificio per il peccato. Condurrà il giovenco davanti al Signore, all’ingresso della tenda del convegno; poserà la mano sulla testa del giovenco e lo scannerà davanti al Signore. Il sacerdote consacrato prenderà un po’ del sangue del giovenco e lo porterà nell’interno della tenda del convegno; intingerà il dito nel sangue e farà sette aspersioni davanti al Signore, di fronte al velo del santuario. Porrà un po’ del sangue sui corni dell’altare dell’incenso aromatico, che è davanti al Signore nella tenda del convegno, e verserà tutto il resto del sangue del giovenco alla base dell’altare degli olocausti, che si trova all’ingresso della tenda del convegno. Poi, dal giovenco del sacrificio per il peccato toglierà tutto il grasso: il grasso che avvolge le viscere, tutto quello che vi è sopra, i due reni con il loro grasso e il grasso attorno ai lombi e al lobo del fegato, che distaccherà insieme ai reni. Farà come si fa per il giovenco del sacrificio di comunione e farà bruciare il tutto sull’altare degli olocausti. Ma la pelle del giovenco, la carne con la testa, le viscere, le zampe e gli escrementi, cioè tutto il resto del giovenco, egli lo farà portare fuori dell’accampamento, in luogo puro, dove si gettano le ceneri, e lo farà bruciare sulla legna: dovrà essere bruciato sul mucchio delle ceneri (Lev 4,3-12).

Gesù rende leggero, molto leggero il perdono dei peccati. Lui libera con una sola Parola. Viene abolito per sempre quel rituale pesante che scoraggia e allontana dalla vera penitenza, conversione, richiesta di perdono, ritorno nella misericordia del Padre. Oggi Gesù ci insegna che il perdono dei peccati mai dovrà essere un evento giuridico, un atto puramente giudiziale. Esso va inserito in un grande processo di amore. Mai dovrà essere un evento immanente il perdono dei peccati, qualcosa che riguarda solamente la nostra coscienza, il nostro cuore, la nostra vita. È invece il ristabilimento di una relazione d’amore tra Dio, l’offeso, e noi, gli offensori. È l’amore che cancella il peccato. Dove non vi è un grande amore, lì neanche vi è cancellazione del peccato.

Uno dei farisei lo invitò a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. Ed ecco, una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, portò un vaso di profumo; stando dietro, presso i piedi di lui, piangendo, cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di profumo. Vedendo questo, il fariseo che l’aveva invitato disse tra sé: «Se costui fosse un profeta, saprebbe chi è, e di quale genere è la donna che lo tocca: è una peccatrice!». Gesù allora gli disse: «Simone, ho da dirti qualcosa». Ed egli rispose: «Di’ pure, maestro». «Un creditore aveva due debitori: uno gli doveva cinquecento denari, l’altro cinquanta. Non avendo essi di che restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi di loro dunque lo amerà di più?». Simone rispose: «Suppongo sia colui al quale ha condonato di più». Gli disse Gesù: «Hai giudicato bene». E, volgendosi verso la donna, disse a Simone: «Vedi questa donna? Sono entrato in casa tua e tu non mi hai dato l’acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio; lei invece, da quando sono entrato, non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non hai unto con olio il mio capo; lei invece mi ha cosparso i piedi di profumo. Per questo io ti dico: sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato. Invece colui al quale si perdona poco, ama poco». Poi disse a lei: «I tuoi peccati sono perdonati». Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: «Chi è costui che perdona anche i peccati?». Ma egli disse alla donna: «La tua fede ti ha salvata; va’ in pace!».

Il rischio è sempre uno: chiedere perdono, ma senza amore. Vivere questa altissima esperienza di liberazione dal male, ma solo come evento racchiuso nella nostra persona. Dio poi rimane nel suo cielo. Noi sulla nostra terra. Lui nella sua santità. Mai nuovamente nel nostro peccato e nelle nostre trasgressioni. È il grande amore che ci impedisce di ritornare nel peccato. Se dietro il peccato non si vede il Dio offeso, difficile diviene vincere la trasgressione. È l’amore verso la persona che ci aiuta ad avere rispetto di essa. Chi ama rispetta, vuole il bene, desidera non fare mai il male.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, insegnateci ad amare.