vangelo del giorno

Molti lo seguirono ed egli li guarì tutti e impose loro di non divulgarlo

20 LUGLIO (Mt 12,14-21)

Nessuno potrà mai amare secondo la divina verità, se non si fa carico del peccato dell’altro e non assume sulle proprie spalle tutte le conseguenze dell’antica colpa e anche di tutte le colpe attuali che si commettono quotidianamente. Dio vide che il suo amore era assai carente. Non era perfetto. Poteva essere solo amore di creazione, liberazione. Non era però amore di redenzione, giustificazione. Lui mai avrebbe potuto assumere su di sé il peccato degli uomini né subire le conseguenze delle loro trasgressioni. Dio è somma perfezione. Non può essere imperfetto nell’amore, nella carità, nella giustizia, nella compassione, nella pietà.

Nella sua eterna sapienza e onnipotenza divina decide di farsi uomo nel suo Figlio Unigenito. Facendosi carne e venendo ad abitare in mezzo a noi, divenendo nostro vero fratello, può assumersi tutto il carico dei nostri peccati, sia di quello originale che degli altri attuali. Lui assume tutto il carico e lo appende sulla croce nel suo corpo, per uccidere il peccato e toglierlo dal mondo. Così in Cristo l’amore di Dio per l’uomo diviene perfetto, nulla più gli manca. È l’amore che dona splendore a tutta la Beata Trinità. Senza questo amore, la carità divina sarebbe rimasta assai imperfetta. La profezia vede questo amore perfetto e lo canta, gli dona voce perché risuoni nel mondo. Ma sempre si deve dare voce a questo amore perfetto del nostro Dio.

Ecco il mio servo che io sostengo, il mio eletto di cui mi compiaccio. Ho posto il mio spirito su di lui; egli porterà il diritto alle nazioni. Non griderà né alzerà il tono, non farà udire in piazza la sua voce, non spezzerà una canna incrinata, non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta; proclamerà il diritto con verità. Non verrà meno e non si abbatterà, finché non avrà stabilito il diritto sulla terra, e le isole attendono il suo insegnamento. Così dice il Signore Dio, che crea i cieli e li dispiega, distende la terra con ciò che vi nasce, dà il respiro alla gente che la abita e l’alito a quanti camminano su di essa: «Io, il Signore, ti ho chiamato per la giustizia e ti ho preso per mano; ti ho formato e ti ho stabilito come alleanza del popolo e luce delle nazioni, perché tu apra gli occhi ai ciechi e faccia uscire dal carcere i prigionieri, dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre. Io sono il Signore: questo è il mio nome; non cederò la mia gloria ad altri, né il mio onore agli idoli. I primi fatti, ecco, sono avvenuti e i nuovi io preannuncio; prima che spuntino, ve li faccio sentire». Cantate al Signore un canto nuovo, lodatelo dall’estremità della terra; voi che andate per mare e quanto esso contiene, isole e loro abitanti (Is 42,1-10).

Ciò che la profezia annunzia e canta, Gesù lo assume per intero nel suo corpo. Nulla lascia senza adempimento, realizzazione. Non solo lo assume. Per togliere dal mondo il peccato assunto, si sottopone al supplizio della croce. Muore per amore della sua creatura, per la sua salvezza. In questa morte l’amore di Dio è veramente perfetto. L’innocente dona la vita per il colpevole, l’offeso per l’offensore, Dio per la sua creatura. Così il Dio che ci ha creato con la sua onnipotenza creatrice e il Dio che ci redime per la sua onnipotenza di carità. Se Dio non fosse morto per amore, se non ci avesse dato suo Figlio dalla croce, ogni uomo avrebbe potuto dire a Dio: “Io ti amo fino alla morte. Il mio amore è più grande del tuo. Io muoio, tu non puoi morire”. Dio muore e l’uomo è ridotto al silenzio. Non può dire al suo Dio neanche un parola di lamento.

Allora i farisei uscirono e tennero consiglio contro di lui per farlo morire. Gesù però, avendolo saputo, si allontanò di là. Molti lo seguirono ed egli li guarì tutti e impose loro di non divulgarlo, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: Ecco il mio servo, che io ho scelto; il mio amato, nel quale ho posto il mio compiacimento. Porrò il mio spirito sopra di lui e annuncerà alle nazioni la giustizia. Non contesterà né griderà né si udrà nelle piazze la sua voce. Non spezzerà una canna già incrinata, non spegnerà una fiamma smorta, finché non abbia fatto trionfare la giustizia; nel suo nome spereranno le nazioni.

Cristo Gesù è la profondità dell’amore di Dio per noi. È la sua perfezione assoluta, il suo compimento assoluto. Con la croce di Gesù nulla più manca al suo amore per noi. Nessuno mai potrà superare quest’amore, perché è insieme amore di Dio e dell’uomo. È dono della vita di Dio e dell’uomo. È eterno, divino ed umano insieme.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, insegnateci questo amore.