Ma il vostro interno è pieno di avidità e di cattiveria
15 OTTOBRE (Lc 11,37-41)
L’uomo è abile, esperto nel camuffare. Sa come nascondere il male, come farlo passare per un grande bene, come sviare l’attenzione da esso. Il male camuffato, abbellito, mimetizzato solo per visione in spirito lo si può vedere in tutta la sua gravità. Sovente esso è così nascosto e vissuto nelle pareti interne che diviene impossibile anche agli occhi più accorti e perspicaci poterlo vedere. Ezechiele vede tutto il male perché condotto dal Signore in spirito nelle stanze più recondite del tempio.
Nell’anno sesto, nel sesto mese, il cinque del mese, mentre mi trovavo in casa e dinanzi a me sedevano gli anziani di Giuda, la mano del Signore Dio si posò su di me e vidi qualcosa dall’aspetto d’uomo: da ciò che sembravano i suoi fianchi in giù, appariva come di fuoco e dai fianchi in su appariva come uno splendore simile al metallo incandescente. Stese come una mano e mi afferrò per una ciocca di capelli: uno spirito mi sollevò fra terra e cielo e in visioni divine mi portò a Gerusalemme, all’ingresso della porta interna, che guarda a settentrione, dove era collocato l’idolo della gelosia, che provoca gelosia. Ed ecco, là era la gloria del Dio d’Israele, simile a quella che avevo visto nella valle. Mi disse: «Figlio dell’uomo, alza gli occhi verso settentrione!». Ed ecco, a settentrione della porta dell’altare l’idolo della gelosia, proprio all’ingresso. Mi disse: «Figlio dell’uomo, vedi che cosa fanno costoro? Guarda i grandi abomini che la casa d’Israele commette qui per allontanarmi dal mio santuario! Ne vedrai altri ancora peggiori». Mi condusse allora all’ingresso del cortile e vidi un foro nella parete. Mi disse: «Figlio dell’uomo, sfonda la parete». Sfondai la parete, ed ecco apparve una porta. Mi disse: «Entra e osserva gli abomini malvagi che commettono costoro». Io entrai e vidi ogni sorta di rettili e di animali obbrobriosi e tutti gli idoli della casa d’Israele raffigurati intorno alle pareti. Settanta anziani della casa d’Israele, fra i quali vi era Iaazania, figlio di Safan, ritto in mezzo a loro, stavano davanti ad essi, ciascuno con il turibolo in mano, mentre il profumo saliva in nubi d’incenso. Mi disse: «Hai visto, figlio dell’uomo, quello che fanno gli anziani della casa d’Israele nelle tenebre, ciascuno nella stanza recondita del proprio idolo? Vanno dicendo: “Il Signore non ci vede, il Signore ha abbandonato il paese”».
Poi mi disse: «Vedrai che si commettono abomini peggiori di questi». Mi condusse all’ingresso della porta del tempio del Signore che guarda a settentrione e vidi donne sedute che piangevano Tammuz. Mi disse: «Hai visto, figlio dell’uomo? Vedrai abomini peggiori di questi». Mi condusse nel cortile interno del tempio del Signore; ed ecco, all’ingresso dell’aula del tempio, fra il vestibolo e l’altare, circa venticinque uomini, con le spalle voltate al tempio e la faccia a oriente che, prostrati, adoravano il sole. Mi disse: «Hai visto, figlio dell’uomo? Come se non bastasse per quelli della casa di Giuda commettere simili abomini in questo luogo, hanno anche riempito il paese di violenze, per provocare la mia collera. Eccoli, vedi, che si portano il ramoscello sacro alle narici. Ebbene, anch’io agirò con furore. Il mio occhio non avrà pietà e non avrò compassione: manderanno alte grida ai miei orecchi, ma non li ascolterò» (Ez 8,1-18).
Gesù vede il male che si annida nel cuore di ogni uomo. Lo vede in tutta la sua gravità. Lo vede e lo rivela. Dinanzi alla sua potentissima luce di verità non ci sono stanze segrete del cuore dove lo si possa nascondere. La sua visione del nostro male è più vera di quella che possiamo avere noi stessi. Per noi moltissimo male neanche è male, tanto è lassa la nostra coscienza. Gesù, Dio e Figlio di Dio, è la stessa verità Dio e con essa vede la nostra storia così come essa è, senza alcuna ombra o nascondiglio.
Mentre stava parlando, un fariseo lo invitò a pranzo. Egli andò e si mise a tavola. Il fariseo vide e si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni prima del pranzo. Allora il Signore gli disse: «Voi farisei pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma il vostro interno è pieno di avidità e di cattiveria. Stolti! Colui che ha fatto l’esterno non ha forse fatto anche l’interno? Date piuttosto in elemosina quello che c’è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà puro.
Gesù non si lava le mani prima di mettersi a tavola. Il fariseo non si lava il cuore. Gesù non pulisce l’esterno del bicchiere, il fariseo non pulisce l’interno. Gesù è dal cuore puro, santo, giusto, libero, povero. Il fariseo possiede il cuore pieno di avidità e cattiveria. Per avidità è capace di vendersi anche la legge del Signore. Per cattiveria giunge fino a lapidare, uccidere, tormentare chi non pensa come lui.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci puri di cuore.



