A questa generazione non sarà dato alcun segno
17 FEBBRAIO (Mc 8,11-13)
I profeti del Dio vivente non danno segni. L’unico segno è il compimento di ogni loro parola. È la parola proferita nel nome del Signore il segno del profeta. Una volta che la parola esce dalla bocca del profeta si compie sempre. Il compimento ha però bisogno di tempi a volte assai brevi, molte volte assai lunghi. A volte occorrono pochi giorni. Altre volte secoli, se non millenni. La Sacra Scrittura è piena di questi segni di parola.
Ecco ciò che mi fece vedere il Signore Dio: quando cominciava a germogliare la seconda erba, quella che spunta dopo la falciatura per il re, egli formava uno sciame di cavallette. Quando quelle stavano per finire di divorare l’erba della regione, io dissi: «Signore Dio, perdona! Come potrà resistere Giacobbe? È tanto piccolo». Il Signore allora si ravvide: «Questo non avverrà», disse il Signore. Ecco ciò che mi fece vedere il Signore Dio: il Signore Dio chiamava a una lite per mezzo del fuoco che consumava il grande abisso e divorava la campagna. Io dissi: «Signore Dio, desisti! Come potrà resistere Giacobbe? È tanto piccolo». Il Signore allora si ravvide: «Neanche questo avverrà», disse il Signore Dio. Ecco ciò che mi fece vedere il Signore Dio: il Signore stava sopra un muro tirato a piombo e con un filo a piombo in mano. Il Signore mi disse: «Che cosa vedi, Amos?». Io risposi: «Un filo a piombo». Il Signore mi disse: «Io pongo un filo a piombo in mezzo al mio popolo, Israele; non gli perdonerò più. Saranno demolite le alture d’Isacco e saranno ridotti in rovina i santuari d’Israele, quando io mi leverò con la spada contro la casa di Geroboamo».
Amasia, sacerdote di Betel, mandò a dire a Geroboamo, re d’Israele: «Amos congiura contro di te, in mezzo alla casa d’Israele; il paese non può sopportare le sue parole, poiché così dice Amos: “Di spada morirà Geroboamo, e Israele sarà condotto in esilio lontano dalla sua terra”». Amasia disse ad Amos: «Vattene, veggente, ritirati nella terra di Giuda; là mangerai il tuo pane e là potrai profetizzare, ma a Betel non profetizzare più, perché questo è il santuario del re ed è il tempio del regno». Amos rispose ad Amasia e disse: «Non ero profeta né figlio di profeta; ero un mandriano e coltivavo piante di sicomòro. Il Signore mi prese, mi chiamò mentre seguivo il gregge. Il Signore mi disse: Va’, profetizza al mio popolo Israele. Ora ascolta la parola del Signore: Tu dici: “Non profetizzare contro Israele, non parlare contro la casa d’Isacco”. Ebbene, dice il Signore: “Tua moglie diventerà una prostituta nella città, i tuoi figli e le tue figlie cadranno di spada, la tua terra sarà divisa con la corda in più proprietà; tu morirai in terra impura e Israele sarà deportato in esilio lontano dalla sua terra”» (Am 7,1-17).
I farisei sanno che Gesù è vero profeta del Dio Altissimo, lo attestano le sue opere, che non sono il frutto di un uomo, ma di un uomo che è vitalmente legato a Dio. Sanno che è così, vogliono però che non sia così. Sanno che Cristo è da Dio. Non vogliono però che lo sia e pensano di sfidarlo chiedendogli un segno dal cielo. Ma tutta la vita di Gesù è dal cielo. Lui stesso, nella sua natura e persona divina, viene dal cielo. Tutte le sue parole sono dal cielo. Ogni sua opera è dal cielo. Ogni sua decisione è dal cielo. Niente in Cristo Gesù è dalla terra, niente dal suo cuore, perché tutto è dalla volontà e dal cuore del Padre. Che Gesù è dal cielo è evidenza storica.
Vennero i farisei e si misero a discutere con lui, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova. Ma egli sospirò profondamente e disse: «Perché questa generazione chiede un segno? In verità io vi dico: a questa generazione non sarà dato alcun segno». Li lasciò, risalì sulla barca e partì per l’altra riva.
Gesù non fa segni a richiesta per attestare la sua verità. È la sua vita la sua verità, allo stesso modo che è la vita del cristiano la sua verità. Cristo Gesù non deve dimostrare nulla. È sufficiente osservare la sua vita, che è il segno dei segni. Come dovrebbe essere il segno dei segni la vita del discepolo di Gesù, vita tutta spirituale, traboccante di carità, amore, compassione, verità, giustizia, piena osservanza della Parola del Vangelo. Dinanzi ad una vita che è il segno perennemente nuovo che Dio offre all’umanità, non si possono chiedere altri segni. Sarebbero artificiali, non naturali. Ora Cristo è venuto sulla nostra terra non per compiere segni artificiali, bensì per offrire all’uomo l’unico segno vero, il suo amore fino alla fine. Un uomo che ama dalla croce, che dalla croce riversa lo Spirito Santo sopra l’umanità, non ha altri segni da offrire. Ha offerto tutto. Chi non crede è solo per chiusura del suo cuore e della sua mente.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci segno di Dio nel mondo.





