Anche il Figlio dell’uomo si vergognerà di lui
Gen 11,1-9; Sal 32,10-15; Mc 8,34-9,1.
17 FEBBRAIO
Gesù inizia la formazione dei suoi discepoli alla più pura conoscenza della sua missione. Ciò che dovrà realizzare il Messia, lo dovranno realizzare tutti i suoi discepoli. Noi possiamo comprendere cosa dovrà fare il Messia servendoci del Salmo. Il Messia viene per rinnegare se stesso, annientarsi, proclamare la verità di Dio, annunziarla nella grande assemblea del mondo, dare la sua vita a Dio, lasciando che del suo corpo se ne faccia un sacrificio, un olocausto. Questo dovrà fare Cristo. Questo dovranno fare tutti i suoi discepoli. Essi sono la manifestazione visibile di Cristo.
Ho sperato, ho sperato nel Signore, ed egli su di me si è chinato, ha dato ascolto al mio grido. Mi ha tratto da un pozzo di acque tumultuose, dal fango della palude; ha stabilito i miei piedi sulla roccia, ha reso sicuri i miei passi. Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo, una lode al nostro Dio. Molti vedranno e avranno timore e confideranno nel Signore. Beato l’uomo che ha posto la sua fiducia nel Signore e non si volge verso chi segue gli idoli né verso chi segue la menzogna. Quante meraviglie hai fatto, tu, Signore, mio Dio, quanti progetti in nostro favore: nessuno a te si può paragonare! Se li voglio annunciare e proclamare, sono troppi per essere contati. Sacrificio e offerta non gradisci, gli orecchi mi hai aperto, non hai chiesto olocausto né sacrificio per il peccato. Allora ho detto: «Ecco, io vengo. Nel rotolo del libro su di me è scritto di fare la tua volontà: mio Dio, questo io desidero; la tua legge è nel mio intimo».
Ho annunciato la tua giustizia nella grande assemblea; vedi: non tengo chiuse le labbra, Signore, tu lo sai. Non ho nascosto la tua giustizia dentro il mio cuore, la tua verità e la tua salvezza ho proclamato. Non ho celato il tuo amore e la tua fedeltà alla grande assemblea. Non rifiutarmi, Signore, la tua misericordia; il tuo amore e la tua fedeltà mi proteggano sempre, perché mi circondano mali senza numero, le mie colpe mi opprimono e non riesco più a vedere: sono più dei capelli del mio capo, il mio cuore viene meno. Dégnati, Signore, di liberarmi; Signore, vieni presto in mio aiuto. Siano svergognati e confusi quanti cercano di togliermi la vita. Retrocedano, coperti d’infamia, quanti godono della mia rovina. Se ne tornino indietro pieni di vergogna quelli che mi dicono: «Ti sta bene!». Esultino e gioiscano in te quelli che ti cercano; dicano sempre: «Il Signore è grande!» quelli che amano la tua salvezza. Ma io sono povero e bisognoso: di me ha cura il Signore. Tu sei mio aiuto e mio liberatore: mio Dio, non tardare (Sal 40 (39) 1-18).
Che significa allora vergognarsi di Cristo? Significa non manifestare la verità di Cristo e non fare della propria vita la verità di Cristo sulla nostra terra. Consegnare la vita al peccato, al vizio, alla trasgressione, porre il proprio corpo fuori della Parola del Vangelo è vergognarsi di Cristo. Non si annunzia Cristo al mondo nella sua verità testimoniata dalla nostra vita, non si toglie il corpo dalle tenebre per avvolgerlo con la luce di Cristo. Ogni corpo dei discepoli che rimane nelle tenebre si vergogna di Cristo Gesù.
Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà. Infatti quale vantaggio c’è che un uomo guadagni il mondo intero e perda la propria vita? Che cosa potrebbe dare un uomo in cambio della propria vita? Chi si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell’uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi». Diceva loro: «In verità io vi dico: vi sono alcuni, qui presenti, che non morranno prima di aver visto giungere il regno di Dio nella sua potenza».
Ci si vergogna di Cristo quando non ci si rinnega nei pensieri, non si prende la propria croce, che è croce di obbedienza ad ogni Parola di Gesù, non si cammina dietro di Lui verso il Golgota, luogo del supremo rendimento di testimonianza a Gesù Signore. Per Lui, in Lui, con Lui, siamo disposti a lasciare il nostro corpo nelle mani del boia, perché la nostra anima raggiunga le dimore eterne della luce divina, dove poi anche il corpo verrà con la risurrezione dei giusti nell’ultimo giorno. Cristo ha bisogno del nostro corpo per portare a compimento sulla terra la sua missione. Glielo doniamo tutto intero, non ci vergogniamo di Lui. Ce lo teniamo gelosamente per noi, ci vergogniamo di Lui.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci una cosa sola con Cristo.




