Andate a presentarvi ai sacerdoti
13 NOVEMBRE (Lc 17,11-19)
Il Vangelo va letto con somma attenzione. Entrare nel suo spirito non è facile. A nessuno però è lecito rimanere in superficie. Una lettura superficiale, sommaria, estemporanea, fantasiosa è deleteria per l’umanità intera. Gesù chiede che quanti si avvicinano a Lui per implorare un qualche miracolo vivano di forte fede. Ma cosa è esattamente la fede che lui chiede? Spesso è l’obbedienza in un presente dove non è stato operato nessuno miracolo. Il miracolo non esiste. Si obbedisce come se ci fosse. Leggiamo tre episodi del Vangelo e di certo comprenderemo.
Il terzo giorno vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela». Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono. Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora». Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui (Gv 2,1-11).
Andò dunque di nuovo a Cana di Galilea, dove aveva cambiato l’acqua in vino. Vi era un funzionario del re, che aveva un figlio malato a Cafàrnao. Costui, udito che Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, si recò da lui e gli chiedeva di scendere a guarire suo figlio, perché stava per morire. Gesù gli disse: «Se non vedete segni e prodigi, voi non credete». Il funzionario del re gli disse: «Signore, scendi prima che il mio bambino muoia». Gesù gli rispose: «Va’, tuo figlio vive». Quell’uomo credette alla parola che Gesù gli aveva detto e si mise in cammino. Proprio mentre scendeva, gli vennero incontro i suoi servi a dirgli: «Tuo figlio vive!». Volle sapere da loro a che ora avesse cominciato a star meglio. Gli dissero: «Ieri, un’ora dopo mezzogiorno, la febbre lo ha lasciato». Il padre riconobbe che proprio a quell’ora Gesù gli aveva detto: «Tuo figlio vive», e credette lui con tutta la sua famiglia. Questo fu il secondo segno, che Gesù fece quando tornò dalla Giudea in Galilea (GV 4,46-54).
Nelle giare non vi è vino, ma acqua. Il miracolo si compie lungo il tragitto. Loro portano acqua e consegnano vino. Questa è la fede: obbedire come se il miracolo fosse già avvenuto. Anche il funzionario regio si avvia verso casa credendo solamente nella parola detta da Gesù. Lui non vede nulla, non sa nulla, non può constatare nulla. Oggi dieci lebbrosi si rivolgono a Gesù perché siano guariti. Gesù li manda dai sacerdoti. Questi dovranno accertare la loro guarigione, ma sono ancora lebbrosi. Loro partono da lebbrosi, si incamminano da ammalati, credendo nella parola di Gesù. Partono “guasti nel loro corpo”, durante il cammino si vedono mondi, purificati, sanati.
Lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesù attraversava la Samaria e la Galilea. Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati. Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano. Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?». E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!».
Tutta la nostra vita è un viaggio nella fede. Si parte vuoti, poveri, miseri, ammalati, storpiati, sciancati, peccatori, ma per giungere pieni, ricchi, sani, integri, santi nel regno di Dio. Questo viaggio va operato senza alcuna interruzione. Siamo vuoti, la fede ci dice che saremo pieni, se obbediremo al Vangelo. Siamo peccatori, la parola di Gesù ci rivela che saremo santi, se vivremo secondo verità e giustizia.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, insegnateci la verità della fede.




