Andate a presentarvi ai sacerdoti
13 OTTOBRE (Lc 17,11-19)
Questo miracolo è in tutto simile a quello operato da Gesù a Cana di Galilea. La trasformazione dell’acqua in vino si compie durante il tragitto.
Il terzo giorno vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela». Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono. Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora». Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui (Gv 2,1-11).
Anche in questo miracolo, la guarigione avviene durante il tragitto, mentre i lebbrosi si recano dal sacerdote perché constati l’avvenuta malattia. Essi partono però da lebbrosi. Non partono da sani. Occorre una grande fede per recarsi da lebbrosi dal sacerdote e chiedere che attesti per la loro guarigione, reinserendoli nella comunità.
Lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesù attraversava la Samaria e la Galilea. Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati. Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano. Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?». E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!».
È la stessa fede che Eliseo chiede a Naaman il Siro. Lui è lebbroso. Guarirà se si laverà sette volte nel fiume Giordano. Senza fede non c’è guarigione.
Quando Eliseo, uomo di Dio, seppe che il re d’Israele si era stracciate le vesti, mandò a dire al re: «Perché ti sei stracciato le vesti? Quell’uomo venga da me e saprà che c’è un profeta in Israele». Naamàn arrivò con i suoi cavalli e con il suo carro e si fermò alla porta della casa di Eliseo. Eliseo gli mandò un messaggero per dirgli: «Va’, bàgnati sette volte nel Giordano: il tuo corpo ti ritornerà sano e sarai purificato». Naamàn si sdegnò e se ne andò dicendo: «Ecco, io pensavo: “Certo, verrà fuori e, stando in piedi, invocherà il nome del Signore, suo Dio, agiterà la sua mano verso la parte malata e toglierà la lebbra”. Forse l’Abanà e il Parpar, fiumi di Damasco, non sono migliori di tutte le acque d’Israele? Non potrei bagnarmi in quelli per purificarmi?». Si voltò e se ne partì adirato. Gli si avvicinarono i suoi servi e gli dissero: «Padre mio, se il profeta ti avesse ordinato una gran cosa, non l’avresti forse eseguita? Tanto più ora che ti ha detto: “Bàgnati e sarai purificato”». Egli allora scese e si immerse nel Giordano sette volte, secondo la parola dell’uomo di Dio, e il suo corpo ridivenne come il corpo di un ragazzo; egli era purificato (2Re 5,8-14).
La fede di nove di essi è però imperfetta. È una fede di richiesta attraverso il Mediatore. Non è però ancora fede di ringraziamento attraverso il Mediatore. Richiesta e ringraziamento devono salire a Dio attraverso il Mediatore, sempre. Non vi è relazione tra Dio e l’uomo se non nel Mediatore Gesù Signore. Lui è Mediatore universale: nella conoscenza, nella sapienza, nella parola, nella richiesta di grazia, nel ringraziamento, nella lode, nella benedizione, nella grazia e nel perdono, nella giustizia e nella verità. Mai vi potrà essere vera relazione tra noi e Dio se non in Lui, con Lui, per Lui. Chi è di retta e vera fede è il Samaritano che ritorna e chiede a Gesù di ringraziare il Padre per la grazia ottenuta dalla sua intercessione. Questa sì che è fede perfetta.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci di fede perfetta.




