Chi crede in lui non è condannato
At 5,17-26; Sal 33,2-9; Gv 3,16-21.
26 APRILE
Per conoscere in profondità di Spirito Santo cosa significa credere ci lasceremo aiutare dalla Lettera agli Ebrei. Essa contiene un possente Capitolo sulla fede.
La fede è fondamento di ciò che si spera e prova di ciò che non si vede. Per questa fede i nostri antenati sono stati approvati da Dio. Per fede, noi sappiamo che i mondi furono formati dalla parola di Dio, sicché dall’invisibile ha preso origine il mondo visibile. Per fede, Abele offrì a Dio un sacrificio migliore di quello di Caino e in base ad essa fu dichiarato giusto, avendo Dio attestato di gradire i suoi doni; per essa, benché morto, parla ancora. Per fede, Enoc fu portato via, in modo da non vedere la morte; e non lo si trovò più, perché Dio lo aveva portato via. Infatti, prima di essere portato altrove, egli fu dichiarato persona gradita a Dio. Senza la fede è impossibile essergli graditi; chi infatti si avvicina a Dio, deve credere che egli esiste e che ricompensa coloro che lo cercano.
Per fede, Noè, avvertito di cose che ancora non si vedevano, preso da sacro timore, costruì un’arca per la salvezza della sua famiglia; e per questa fede condannò il mondo e ricevette in eredità la giustizia secondo la fede. Per fede, Abramo, chiamato da Dio, obbedì partendo per un luogo che doveva ricevere in eredità, e partì senza sapere dove andava. Per fede, egli soggiornò nella terra promessa come in una regione straniera, abitando sotto le tende, come anche Isacco e Giacobbe, coeredi della medesima promessa. Egli aspettava infatti la città dalle salde fondamenta, il cui architetto e costruttore è Dio stesso. Per fede, anche Sara, sebbene fuori dell’età, ricevette la possibilità di diventare madre, perché ritenne degno di fede colui che glielo aveva promesso.
Per questo da un uomo solo, e inoltre già segnato dalla morte, nacque una discendenza numerosa come le stelle del cielo e come la sabbia che si trova lungo la spiaggia del mare e non si può contare. Nella fede morirono tutti costoro, senza aver ottenuto i beni promessi, ma li videro e li salutarono solo da lontano, dichiarando di essere stranieri e pellegrini sulla terra. Chi parla così, mostra di essere alla ricerca di una patria. Se avessero pensato a quella da cui erano usciti, avrebbero avuto la possibilità di ritornarvi; ora invece essi aspirano a una patria migliore, cioè a quella celeste. Per questo Dio non si vergogna di essere chiamato loro Dio. Ha preparato infatti per loro una città. Per fede, Abramo, messo alla prova, offrì Isacco, e proprio lui, che aveva ricevuto le promesse, offrì il suo unigenito figlio, del quale era stato detto: Mediante Isacco avrai una tua discendenza. Egli pensava infatti che Dio è capace di far risorgere anche dai morti: per questo lo riebbe anche come simbolo (Eb 11,1-19).
Cosa è allora la fede? È la perfetta obbedienza ad ogni Parola che Dio fa risuonare all’orecchio di una persona. Dio parla, la persona ascolta, esegue, vive di fede. La persona ascolta, non esegue, non vive di fede. Dio Padre ora ci dice che la fede non nasce più dalla sua Parola. Essa nasce dalla Parola di Gesù Signore. Gesù parla, si ascolta la sua Parola, la si segue, la si realizza, si ha fede, si entra nella vita. Si ascolta la sua parola, si rimane sordi ad essa, si resta nella morte nella quale già siamo.
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio. E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».
Parola ascoltata, parola eseguita o realizzata, fede sono una cosa sola e sono inseparabili. Senza Parola ascoltata non c’è fede. Senza Parola eseguita, realizzata, non si vive di fede, non si entra nella vita eterna. Si rimane fuori. Essenziale è mettere nel cuore questa altissima verità. Oggi e sino all’avvento dei nuovi cieli e della nuova terra è solo la Parola di Gesù che genera la fede. Non è più la Parola di Dio. Ogni Parola antica di Dio deve essere letta, ascoltata, interpretata dalla Parola di Gesù.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci dalla Parola di Gesù




