Coraggio, sono io, non abbiate paura!
4 AGOSTO (Mt 14,22-36)
Il Vangelo è un libro assai particolare. Esso non è già scritto, è sempre da scrivere. Non è già composto, è sempre da comporre. Non è già stato vissuto, è sempre da vivere. Lo si deve scrivere, comporre, vivere ogni giorno come se fosse oggi la prima volta. Vedere così il Vangelo, opera da scrivere nella mia carne oggi, domani, sempre, per tutti i giorni della mia permanenza sulla terra, mi riempie di una responsabilità sempre attuale, che mai tramonta, mai finisce, mai si estingue.
Una visione così alta del Vangelo manca a noi discepoli di Gesù. Tutti lo consideriamo un libro da annunziare, ricordare, citare per qualche frase, spesso presa fuori contesto e con significati per nulla conformi alla verità posta in esse dallo Spirito Santo. Tutti lo vediamo come un evento del passato, evento di Cristo e dei suoi discepoli Quasi nessuno lo vede come l’evento di Gesù e dei suoi discepoli di ogni tempo. A che serve allora il Vangelo? Serve ad attualizzare nella nostra vita quanto Gesù ha fatto nella sua vita. La vita di Gesù deve trasformarsi in nostra vita allo stesso modo che essa si trasforma in vita nel pane e nel vino presentati al Signore per la consacrazione eucaristica. Come Gesù si fa Eucaristia, così il Vangelo deve farsi vita vera in ogni suo discepolo. Se questo non avviene mai potremo ricordare il Vangelo. Esso si dona allo stesso modo in cui si dona il Corpo e il Sangue di Gesù, trasformato in nostra vita.
Anche per il Vangelo dovremmo poter parlare di transustanziazione. Esso va annunziato per trasformazione di vita in noi. Come la Parola del Padre si è fatta carne, storia, vita perenne in Gesù Signore, così la Parola di Cristo Signore deve farsi perennemente carne in noi, suoi discepoli. È questa la sola via giusta per dare Cristo al mondo. Due sono i modi del vero dono di Cristo: nel pane e nel vino trasformati in suo Corpo e in suo Sangue, nel discepolo di Gesù trasformato anche lui in vero Corpo e vero Sangue nei suoi discepoli. Come senza transustanziazione non sono vita, ma morte, perchè si dona un semplice pezzo di pane, così anche senza la trasformazione di Cristo Gesù, del suo Vangelo in vita del discepolo, si dona un pezzo di carta, una parola vuota, un frase dalla quale mai potrà scaturire la vita perché la vita viene solo dal discepolo trasformato in Vangelo vivente.
Subito dopo costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo. La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!». Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?». Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!». Compiuta la traversata, approdarono a Gennèsaret. E la gente del luogo, riconosciuto Gesù, diffuse la notizia in tutta la regione; gli portarono tutti i malati e lo pregavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello. E quanti lo toccarono furono guariti.
Chi è allora il discepolo di Gesù? È colui che sa pregare il Padre, sa stare in perenne comunione con Lui, sa camminare sulle acque della storia, sa rincuorare ogni suo fratello, sa invitare gli altri a vivere di fede perfetta, sa come creare la fede nei cuori, sa essere vero strumento dell’opera che il Padre dei Cieli ha affidato a Gesù Signore. Se sa fare tutte queste cose nel modo più eccellente, perfetto, santo, su di lui sempre il mondo saprà dare la sua risposta di fede. Lo vedrà persona differente da tutte le altre. Lo confesserà nella sua soprannaturale verità. Costui è vero discepolo di Gesù. Costui è Gesù vivente. Costui ha dato transustanziazione al Vangelo. Da lettera di un libro l’ha trasformata in lettera di carne e di sangue, ne ha fatto una lettera di vita.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, aiutateci a dare vita al Vangelo.





