Date piuttosto in elemosina quello che c’è dentro
16 OTTOBRE (Lc 11,37-41)
Maestro nell’insegnamento dell’elemosina è Tobi. Quest’uomo vede l’elemosina come il principio, la sorgente, la fonte della vera salvezza. È un vero precursore del Vangelo. Il Vangelo non insegna forse che la salvezza eterna è il frutto della nostra elemosina?
Al tempo di Salmanàssar facevo spesso l’elemosina a quelli della mia gente (Tb 1, 16). Dei tuoi beni fa’ elemosina. Non distogliere mai lo sguardo dal povero, così non si leverà da te lo sguardo di Dio (Tb 4, 7). La tua elemosina sia proporzionata ai beni che possiedi: se hai molto, dá molto; se poco, non esitare a dare secondo quel poco (Tb 4, 8). Poiché l’elemosina libera dalla morte e salva dall’andare tra le tenebre (Tb 4, 10). Per tutti quelli che la compiono, l’elemosina è un dono prezioso davanti all’Altissimo (Tb 4, 11). Da’ il tuo pane a chi ha fame e fa’ parte dei tuoi vestiti agli ignudi. Da’ in elemosina quanto ti sopravanza e il tuo occhio non guardi con malevolenza, quando fai l’elemosina (Tb 4, 16). Buona cosa è la preghiera con il digiuno e l’elemosina con la giustizia. Meglio il poco con giustizia che la ricchezza con ingiustizia. Meglio è praticare l’elemosina che mettere da parte oro (Tb 12, 8). L’elemosina salva dalla morte e purifica da ogni peccato. Coloro che fanno l’elemosina godranno lunga vita (Tb 12, 9). Tobi morì in pace all’età di centododici anni e fu sepolto con onore a Ninive. Egli aveva sessantadue anni quando divenne cieco; dopo la sua guarigione visse nella felicità, praticò l’elemosina e continuò sempre a benedire Dio e a celebrare la sua grandezza (Tb 14, 2). Ora, figli, vi comando: servite Dio nella verità e fate ciò che a lui piace. Anche ai vostri figli insegnate l’obbligo di fare la giustizia e l’elemosina, di ricordarsi di Dio, di benedire il suo nome sempre, nella verità e con tutte le forze (Tb 14, 8). Vedi, figlio, quanto ha fatto Nadab al padre adottivo Achikar. Non è stato egli costretto a scendere vivente sotto terra? Ma Dio ha rigettato l’infamia in faccia al colpevole: Achikar ritornò alla luce mentre invece Nadab entrò nelle tenebre eterne, perché aveva cercato di far morire Achikar. Per aver praticato l’elemosina, Achikar sfuggì al laccio mortale che gli aveva teso Nadab, Nadab invece cadde in quel laccio, che lo fece perire (Tb 14, 10). Così, figli miei, vedete dove conduce l’elemosina e dove conduce l’iniquità: essa conduce alla morte. Ma ecco, mi sfugge il respiro!”. Essi lo distesero sul letto; morì e fu sepolto con onore (Tb 14, 11). L’acqua spegne un fuoco acceso, l’elemosina espia i peccati (Sir 3, 29). Rinserra l’elemosina nei tuoi scrigni ed essa ti libererà da ogni disgrazia (Sir 29, 12). Chi serba riconoscenza offre fior di farina, chi pratica l’elemosina fa sacrifici di lode (Sir 35, 2).
Non si tratta però di una elemosina occasionale, saltuaria. È questione invece di un vero stile di vita, di forma dell’essere, di sostanza della nostra persona. La nostra persona si deve trasformare nella sua essenza più profonda, nella sua stessa natura in elemosina. Deve farsi dono d’amore per gli altri. È questa l’elemosina che il Signore ci insegna e vuole che noi pratichiamo per tutti i giorni della nostra vita.
Mentre stava parlando, un fariseo lo invitò a pranzo. Egli andò e si mise a tavola. Il fariseo vide e si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni prima del pranzo. Allora il Signore gli disse: «Voi farisei pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma il vostro interno è pieno di avidità e di cattiveria. Stolti! Colui che ha fatto l’esterno non ha forse fatto anche l’interno? Date piuttosto in elemosina quello che c’è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà puro.
Gesù vede un mondo fatto di apparenze, ritualità vane, morte, relazioni di convenienza e di opportunità. Vede un uomo che pulisce le mani prima di prendere il cibo, ma che con abilità, scaltrezza conserva il suo cuore immondo, pieno di rapine e di iniquità. Di certo non è questa la religione del Padre suo. Questa è la religione del diavolo. Come si fa a passare dalla religione del diavolo alla religione del vero Dio? Per Gesù la via è una sola: l’elemosina. Quando un uomo vive alla ricerca di se stesso, costui appartiene alla religione del diavolo, egoista, superbo, invidioso. Quando invece trasforma la sua natura in elemosina, opere di bene, infinita carità, costante attenzione ai suoi fratelli, costui sicuramente è della religione del Padre suo. Questo passaggio nella trasformazione da natura di egoismo a natura di altruismo, da natura per sé a natura per gli altri è essenziale per quanti vogliono appartenere alla religione del vero Dio. Senza questo passaggio, qualsiasi cosa si faccia, si rimane della religione del diavolo.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, trasformateci nella natura.




