E io lo risusciterò nell’ultimo giorno
2 NOVEMBRE (Gv 6,37-40)
La fede nella risurrezione nell’ultimo giorno è già verità, dottrina, cultura nell’Antico Testamento. È per questa fede che si subisce anche il martirio. Lo attesta con chiarezza il Secondo Libro dei Maccabei ed anche il Libro della Sapienza.
Venuto meno il primo, allo stesso modo esponevano allo scherno il secondo e, strappatagli la pelle del capo con i capelli, gli domandavano: «Sei disposto a mangiare, prima che il tuo corpo venga straziato in ogni suo membro?». Egli, rispondendo nella lingua dei padri, protestava: «No». Perciò anch’egli subì gli stessi tormenti del primo. Giunto all’ultimo respiro, disse: «Tu, o scellerato, ci elimini dalla vita presente, ma il re dell’universo, dopo che saremo morti per le sue leggi, ci risusciterà a vita nuova ed eterna». Dopo costui fu torturato il terzo, che alla loro richiesta mise fuori prontamente la lingua e stese con coraggio le mani, dicendo dignitosamente: «Dal Cielo ho queste membra e per le sue leggi le disprezzo, perché da lui spero di riaverle di nuovo». Lo stesso re e i suoi dignitari rimasero colpiti dalla fierezza di questo giovane, che non teneva in nessun conto le torture. Fatto morire anche questo, si misero a straziare il quarto con gli stessi tormenti. Ridotto in fin di vita, egli diceva: «È preferibile morire per mano degli uomini, quando da Dio si ha la speranza di essere da lui di nuovo risuscitati; ma per te non ci sarà davvero risurrezione per la vita».
Subito dopo condussero il quinto e lo torturarono. Ma egli, guardando il re, diceva: «Tu hai potere sugli uomini e, sebbene mortale, fai quanto ti piace; ma non credere che il nostro popolo sia stato abbandonato da Dio. Quanto a te, aspetta e vedrai la grandezza della sua forza, come strazierà te e la tua discendenza». Dopo di lui presero il sesto che, mentre stava per morire, disse: «Non illuderti stoltamente. Noi soffriamo queste cose per causa nostra, perché abbiamo peccato contro il nostro Dio; perciò ci succedono cose che muovono a meraviglia. Ma tu non credere di andare impunito, dopo aver osato combattere contro Dio». Soprattutto la madre era ammirevole e degna di gloriosa memoria, perché, vedendo morire sette figli in un solo giorno, sopportava tutto serenamente per le speranze poste nel Signore. Esortava ciascuno di loro nella lingua dei padri, piena di nobili sentimenti e, temprando la tenerezza femminile con un coraggio virile, diceva loro: «Non so come siate apparsi nel mio seno; non io vi ho dato il respiro e la vita, né io ho dato forma alle membra di ciascuno di voi. Senza dubbio il Creatore dell’universo, che ha plasmato all’origine l’uomo e ha provveduto alla generazione di tutti, per la sua misericordia vi restituirà di nuovo il respiro e la vita, poiché voi ora per le sue leggi non vi preoccupate di voi stessi» (2Mac 7,7-23).
Cosa cambia con Cristo Gesù? Cosa viene aggiunta a questa fede? Quali verità nobili vengono proclamate che già non si conoscessero? Gesù è il Mediatore universale tra Dio e l’uomo. È il Mediatore nella grazia, nella verità, nel perdono, nella misericordia, nella giustizia, nella risurrezione, nella beatitudine eterna. Tutto avviene in Lui, con Lui, per Lui. La risurrezione nell’ultimo giorno avviene per Lui, ma per rivestirci della sua stessa gloria, non fuori di Lui, ma in Lui. Lui ci chiama a vita nuova ed eterna, ma donandoci la sua stessa vita, la sua gloria, la sua immortalità, la sua luce. Gesù ci risuscita per avvolgerci interamente di sé. Con la risurrezione dell’ultimo giorno l’uomo che è uscito da Dio per volontà creatrice, per volontà redentrice e salvatrice ritorna in Dio. Viene fatto una cosa sola con Dio, in Cristo, per opera dello Spirito Santo.
Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato. E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno. Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno».
Il Padre dona a Cristo oggi e nell’eternità. Chi dal Padre non si lascia donare a Cristo oggi, non potrà essere di Lui nell’eternità. È oggi che si deve rivestire Cristo, se lo si vuole rivestire per l’eternità beata. Peccato che oggi certa teologia progressista, incapace di leggere secondo verità nelle Scritture, attesti proprio il contrario. Che lo si vesta Cristo o che non lo vesta oggi, è la stessa cosa. Domani tutti lo vestiranno. Tutti saranno abbracciati dalla sua gloria eterna. Stoltezza più grande non esiste.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, aiutateci a rivestire oggi Cristo.




