Viene forse la lampada per essere messa sotto il moggio o sotto il letto?
31 GENNAIO (Mc 4,21-25)
Il Salmo 119 è un grande inno alla Parola del Signore, a questa lampada divina che sempre deve ardere nel cuore dell’uomo. L’uomo chiede a Dio che la tenga accesa.
Per sempre, o Signore, la tua parola è stabile nei cieli. La tua fedeltà di generazione in generazione; hai fondato la terra ed essa è salda. Per i tuoi giudizi tutto è stabile fino ad oggi, perché ogni cosa è al tuo servizio. Se la tua legge non fosse la mia delizia, davvero morirei nella mia miseria. Mai dimenticherò i tuoi precetti, perché con essi tu mi fai vivere. Io sono tuo: salvami, perché ho ricercato i tuoi precetti. I malvagi sperano di rovinarmi; io presto attenzione ai tuoi insegnamenti. Di ogni cosa perfetta ho visto il confine: l’ampiezza dei tuoi comandi è infinita. Quanto amo la tua legge! La medito tutto il giorno. Il tuo comando mi fa più saggio dei miei nemici, perché esso è sempre con me. Sono più saggio di tutti i miei maestri, perché medito i tuoi insegnamenti. Ho più intelligenza degli anziani, perché custodisco i tuoi precetti. Tengo lontani i miei piedi da ogni cattivo sentiero, per osservare la tua parola. Non mi allontano dai tuoi giudizi, perché sei tu a istruirmi. Quanto sono dolci al mio palato le tue promesse, più del miele per la mia bocca. I tuoi precetti mi danno intelligenza, perciò odio ogni falso sentiero. Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino. Ho giurato, e lo confermo, di osservare i tuoi giusti giudizi. Sono tanto umiliato, Signore: dammi vita secondo la tua parola. (Sal 119 (118) 89-107).
Il candelabro è la vita dell’uomo. Il cristiano deve essere insieme lampada e candelabro, luce e lucerna. La sua vita è la luce e il frutto della luce. Una volta che questa lampada è accesa, essa dovrà fare luce a tutti quelli che sono nella casa, cioè al mondo intero. Non vi è un luogo dove il cristiano potrà spegnere la sua luce e presentarsi uomo come tutti gli altri. Lui è cristiano ed anche all’inferno vi andrà da cristiano. Per tutta l’eternità sentirà il peso di essere stato discepolo di Gesù Signore.
Oggi si parla tanto di rinnovamento della catechesi, di nuova evangelizzazione, di ristrutturazione delle forme e delle modalità attraverso le quali la Parola del Vangelo viene donata al mondo. Ci si dimentica di dire che è il cristiano il vero catechismo vivente, allo stesso modo che Gesù era la catechesi quotidiana del Padre. Non la sua Parola, bensì la sua vita, il suo stesso essere, ogni sua azione e relazione. Tutto di Lui parlava di Dio, del Padre, dell’eternità, della verità, della redenzione dell’uomo.
Diceva loro: «Viene forse la lampada per essere messa sotto il moggio o sotto il letto? O non invece per essere messa sul candelabro? Non vi è infatti nulla di segreto che non debba essere manifestato e nulla di nascosto che non debba essere messo in luce. Se uno ha orecchi per ascoltare, ascolti!». Diceva loro: «Fate attenzione a quello che ascoltate. Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi; anzi, vi sarà dato di più. Perché a chi ha, sarà dato; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha».
Chi diviene cristiano, mai potrà nascondere la sua identità. Non può perché è la sua stessa vita. È il suo corpo, cristiano. Si può nascondere l’anima, ma non il corpo. Si può mettere sotto il moggio il cuore, ma non la parola. Questa è udibile. È grande la responsabilità del cristiano. Lui ha scelto Cristo e lo ha scelto per il tempo e l’eternità. Lo ha scelto per tutti i momenti della sua terrena esistenza. In ogni luogo lui è cristiano. In ogni occupazione lui è discepolo di Gesù. Qualsiasi cosa faccia o pensi, lui deve farla e pensarla come nuova creatura, rigenerata da acqua e da Spirito Santo, come partecipe della divina natura, come Figlio adottivo del Padre, tempio vivo dello Spirito Santo, corpo santissimo di Gesù Signore.
È il cristiano, nel suo corpo, nella sua storia, la catechesi vivente della verità di Cristo Gesù e del suo Vangelo. Se questa catechesi è fallimentare, vuota, peccaminosa, di grave scandalo, l’altra, quella fatta di parole, dottrina, teologia, catechismi, quaderni aggiornati all’ultimo istante, necessariamente sarà fallimentare. Manca della catechesi visibile, corporea, storica. Manca dell’unità della luce e del lucerniere, del lume e della storia. Manca del corpo del cristiano che deve manifestarsi al mondo come luce perfetta della parola di Gesù Signore. La vita del cristiano è l’unica, vera catechesi.




