Ipocriti, perché volete mettermi alla prova?
19 OTTOBRE (Mt 22,15-21)
L’ipocrita, essendo falso di cuore, è anche falso nei pensieri. Usa la lingua per adulare, ma la sua adulazione è falsa, mentitrice, ingannatrice. Non si potrà mai usare bene la lingua secondo verità quando il cuore è falso, cattivo, malvagio. L’uomo saggio, conoscendo la sua verità, all’istante è in grado di sentire, avvertire la falsità di una lingua adulatrice, ingannatrice, che parla solo per il suo male, mai per il suo bene. I danni che produce la lingua sono innumerevoli. La Scrittura ci esorta a porre ogni attenzione, ogni vigilanza per non cadere sotto i suoi colpi mortali.
Maledici il calunniatore e l’uomo che è bugiardo, perché hanno rovinato molti che stavano in pace. Le dicerie di una terza persona hanno sconvolto molti, li hanno scacciati di nazione in nazione; hanno demolito città fortificate e rovinato casati potenti. Le dicerie di una terza persona hanno fatto ripudiare donne forti, privandole del frutto delle loro fatiche. Chi a esse presta attenzione certo non troverà pace, non vivrà tranquillo nella sua dimora. Un colpo di frusta produce lividure, ma un colpo di lingua rompe le ossa. Molti sono caduti a fil di spada, ma non quanti sono periti per colpa della lingua. Beato chi è al riparo da essa, chi non è esposto al suo furore, chi non ha trascinato il suo giogo e non è stato legato con le sue catene. Il suo giogo è un giogo di ferro; le sue catene sono catene di bronzo. Spaventosa è la morte che la lingua procura, al confronto è preferibile il regno dei morti. Essa non ha potere sugli uomini pii, questi non bruceranno alla sua fiamma. Quanti abbandonano il Signore in essa cadranno, fra costoro divamperà senza spegnersi mai. Si avventerà contro di loro come un leone e come una pantera ne farà scempio. Ecco, recingi pure la tua proprietà con siepe spinosa, e sulla tua bocca fa’ porta e catenaccio. Metti sotto chiave l’argento e l’oro, ma per le tue parole fa’ bilancia e peso. Sta’ attento a non scivolare a causa della lingua, per non cadere di fronte a chi ti insidia (Sir 28, 13-26).
Gesù, purissima verità divina e umana, non si lascia ingannare dalla lingua adulatrice, che mente sul suo conto. Non è vero che Gesù non guarda in faccia a nessuno. Gesù guarda in faccia ogni persona, ma prima ancora guarda nel suo cuore, lo scruta, lo esamina, vi legge bontà e falsità, amore e odio, sincerità e falsità e secondo quanto trova scritto in esso, risponde. La prudenza di Gesù è altissima. Lui sa che una sola parola proferita senza saggezza si trasforma per Lui in immediata lapidazione. I Giudei a quei tempi erano dalla pietra facile. Una sola parola mal proferita, mal detta, mal compresa ed era già sentenza di morte. Lui sa che i farisei lo stanno tentando e agisce con loro con la più alta e profonda sapienza. La sua parola è di verità divina sempre. È di verità che va ben oltre le molteplici verità dell’uomo. Gesù giunge fino all’origine, al principio della verità. All’origine, al principio della verità è sempre inattaccabile.
Allora i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come coglierlo in fallo nei suoi discorsi. Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di’ a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?». Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio». A queste parole rimasero meravigliati, lo lasciarono e se ne andarono.
Il principio, l’origine della verità di ogni uomo è che lui è stato fatto ad immagine e a somiglianza di Dio. Cesare però lo vuole a sua immagine e somiglianza. L’uomo si trova sotto due padroni. Cosa dare all’uno e cosa all’altro. Ad ognuno si deve dare ciò che è suo. Ma cosa è di Cesare e cosa è di Dio? Di Dio è la verità. Di Cesare è la falsità. A Cesare si dona la moneta. È sua. A Dio si dona la volontà. È sua. Quanto non comporta il dono della volontà dell’uomo, può essere sempre e comunque donato a Cesare. Gesù dona a Cesare anche il proprio corpo perché lui lo appenda alla croce. Se Gesù dona il proprio corpo, si può dare anche una misera moneta di rame.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, dateci la verità di Dio.





