vangelo del giorno

Secondo le capacità di ciascuno

1 Ts 4,9-11; Sal 97,1.7-9; Mt 25,14-30.
2 SETTEMBRE
Nel Vangelo secondo Matteo, il Discorso della Montagna termina con una Parola di Gesù ben precisa su chi andrà con Lui nel suo Paradiso e su chi da Lui non sarà conosciuto. È Parola chiara, spendente di luce divina ed eterna. È la sua escatologia.

Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. In quel giorno molti mi diranno: “Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demòni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi?”. Ma allora io dichiarerò loro: “Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità!”. Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande» (Mt 7,21-27).

Gesù compie la missione che il Padre gli ha affidato, prima di essere crocifisso, pronunzia un nuovo discorso, anzi una serie di discorsi, cambia forse Parola, verità, fede? Dona forse una regola aggiornata sulla vita eterna? Le ultime sue parole proferite in Gerusalemme ad ogni uomo, non solo Gesù conferma la verità del Discorso della Montagna, lo sviluppa su tre cerchi concentrici. Il primo cerchio è il giudizio su quanti hanno creduto. Ogni cristiano sarà giudicato sulla fede. Il secondo cerchio attesta il giudizio su ogni dono ricevuto, se messo a frutto o non messo a frutto. Il terzo cerchio annunzia il giudizio sulle relazioni dell’uomo con l’uomo. Giudizio sulla fede, sui doni di Dio, sulle giuste relazioni. Uno potrebbe dire: “Io non ho la fede, sono escluso dal giudizio”. Sarai giudicato sui carismi e sulle relazioni. Un altro potrebbe dire: “Io non ho ricevuto alcun carisma e non ho mai incontrato una sola persona”. Falso! Il Signore a tutti dona dei carismi secondo le sue capacità. Nessuno potrà mai vivere da solo. Se vive solo con il corpo mai potrà vivere da solo con lo spirito. Anche le opere di misericordia spirituali vano vissute. Come? Pregando per il bene di tutti.

Avverrà infatti come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno; poi partì. Subito colui che aveva ricevuto cinque talenti andò a impiegarli, e ne guadagnò altri cinque. Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone. Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro. Si presentò colui che aveva ricevuto cinque talenti e ne portò altri cinque, dicendo: “Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”. Si presentò poi colui che aveva ricevuto due talenti e disse: “Signore, mi hai consegnato due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”. Si presentò infine anche colui che aveva ricevuto un solo talento e disse: “Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso. Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra: ecco ciò che è tuo”. Il padrone gli rispose: “Servo malvagio e pigro, tu sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha. E il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”.

Anche di un piccolissimo dono si è responsabili dinanzi a Dio. Non si mettono a frutto i doni per se stessi, ma per il Signore. Nessun dono deve rimanere senza frutto.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, aiutateci in ogni fruttificazione.